BeachTech ripulisce le  spiagge sabbiose devastate dal petrolio.

BeachTech 2800 nella lotta contro il petrolio in Alabama.

Grumi di catrame appiccicoso coprono ampie zone delle spiagge.

06.08.10

BeachTech nella lotta contro il petrolio.

25 veicoli BeachTech sono attualmente all’opera in Alabama, Mississippi e Florida per ripulire le spiagge sabbiose devastate dal petrolio.

Stefan Spindler, direttore del settore BeachTech e responsabile del mercato americano, ha trascorso gli ultimi mesi continuamente in viaggio su e giù tra Laupheim e quegli Stati degli USA che si affacciano sul Golfo del Messico. Scott Merrill, venditore BeachTech di Reno, Nevada, nel frattempo si è pressoché trasferito sulla costa del Golfo – ma non in vacanza. Entrambi stanno vivendo situazioni di grande stress per lo stesso motivo: gli effetti della catastrofe della piattaforma petrolifera "Deepwater Horizon".

Già ai primi di giugno a Gulf Shores, Alabama, vi sono state le prime dimostrazioni e prove pratiche per poter meglio valutare sul posto le condizioni di intervento reali. La spiaggia di questa cittadina costiera, infatti, è stata una delle prime a subire l’arrivo della marea nera. "All’inizio regnava un vero caos. Sulla spiaggia masse di famiglie in vacanza con bambini in costume da bagno, si mescolavano direttamente alle squadre di pulizia della BP, coperte da tute protettive gialle, che raccoglievano i grumi di petrolio", così Stefan Spindler descrive le sue prime impressioni sul posto.

"All’inizio anche tra i responsabili regnava la confusione più totale. Le amministrazioni comunali e la BP erano sotto un’enorme pressione, poiché nessuno era minimamente preparato a una situazione simile: i Comuni naturalmente erano preoccupati per il turismo, i pescatori per le loro risorse vitali." Queste preoccupazioni erano ben fondate, poiché, man mano che il tempo passa si vanno concretizzando le perdite dovute a questa catastrofe ambientale. Già si parla, per esempio, di una diminuzione delle presenze turistiche di circa il 50% solo nel mese di giugno. Scott Merrill aggiunge: "I dirigenti della BP hanno dovuto scegliere selettivamente gli investimenti più urgenti e più opportuni. Per BeachTech la sfida consisteva nell’offrire la metodologia più corretta per ripulire le spiagge dal petrolio. Ciò ha comportato numerose prove, sperimentazioni e anche alcune modifiche ai veicoli."

Nonostante tutte le difficoltà, la sfida ha avuto successo. Più volte i due incaricati BeachTech con il loro team hanno effettuato dimostrazioni con i veicoli puliscispiaggia sulle spiagge interessate davanti a rappresentanti della società petrolifera BP, alle diverse aziende di servizi incaricate della pulizia della spiaggia e a membri delle amministrazioni comunali.

Dalle numerose sperimentazioni è stato constatato che il miglior risultato di pulizia si otteneva di notte a basse temperature. Questo è divenuto pertanto un elemento fondamentale della metodologia proposta come "Best Practice Solution" dalla "Beach Oil Spill Cleaning Task Force": a seconda del punto in cui il petrolio arriva, i BeachTech entrano in funzione sulle spiagge inquinate in turni di 10-12 ore, per 7 notti alla settimana.

Determinante per il successo della pulizia è la consistenza del petrolio: alle temperature diurne di 40°C i grumi di catrame sono troppo liquidi. Solo con le temperature notturne più fresche la loro consistenza diventa simile a quella del miele o della cera rendendo quindi possibile la loro separazione dalla sabbia, sul nastro setaccio, senza sporcare tutto.

Gli ottimi risultati del sistema di BeachTech hanno convinto fin dall’inizio i rappresentanti delle aziende incaricate e delle amministrazioni comunali che hanno ordinato i primi 5 pulispiaggia. Questi sono stati immediatamente consegnati prelevandoli dalle scorte della filiale di Reno. Altre 6 unità BeachTech 3000 e 14 unità BeachTech 2000 sono state ordinate da HEPACO, una società di servizi incaricata da BP, e sono arrivate per via aerea ai primi di luglio sul Golfo per proseguire con la massima urgenza la lotta contro l’inquinamento petrolifero.

La BP ha affidato la pulizia delle spiagge e la pianificazione degli interventi a diverse aziende che reagiscono con prontezza alla rispettiva situazione locale, spostando le loro truppe da Comune a Comune, da spiaggia a spiaggia, non appena una nuova ondata di petrolio arriva su un tratto di costa.

"Una catastrofe simile non è prevedibile e i suoi effetti non sono calcolabili. Dopo la consegna del primo lotto, i nostri magazzini erano completamente vuoti e diversi modelli non erano più disponibili.“ Nel frattempo i nostri stabilimenti lavorano a pieno ritmo alla produzione di altri veicoli in modo da mantenere inalterata la capacità di consegna – sia per la depurazione delle spiagge inquinate dal petrolio, sia per tutti gli altri clienti nel mondo.